Advepa protaginista del metawebinar: "Innovazione e Professione"

Martedì 5 luglio dalle 10 alle 13 ADVEPA sarà tra i protagonisti del metawebinar “Innovazione e Professione”. Nella nostra piattaforma che riproduce uno studio televisivo, aspettiamo tutti coloro che vorranno partecipare per scoprire quali sono le reali possibilità di applicare le tecnologie del 3d al mondo del lavoro.

Per partecipare all'evento:

Dal Metaverso di Advepa: https://metaverse.advepa.com/

In persona: Roma, Viale Pasteur 65

Da Facebook: ATP - Associazione Tutela e Protezione

Ecco un assaggio degli argomenti che tratteremo, nell’intervista curata dala giornalista Ilaria Vanni

Dicono di noi: "Il Metaverso per l'arte, immediato, inclusivo e green"

ARTOMORE ADVEPA METAVERSO ARTE - In un momento storico in cui la digitalizzazione sta prendendo campo anche nel marketing e nel business in maniera onnipervasiva, con la join venture tra Advepa e ArtMore. La realtà immersiva in cui è possibile vivere moltissime esperienze attraverso i nostri avatar, da oggi diventerà un luogo dove l’estetica e l’armonia dell’arte sapranno creare un’esperienza non solo utile per il business o per il tempo libero, ma anche bella da vedere.

Il Rinascimento digitale

Niente è più potente del saper fare italiano, che unisce tecnica ed estetica. Un luogo non è solo ciò che si può fare in quel luogo. Un luogo, sia esso fisico o immateriale, è lo spazio in cui viviamo storie ed emozioni, legate all’armonia che ci circonda. Per questo anche quando parliamo di metaverso, non possiamo esimerci dal fare una riflessione estetica su di esso.

Le ambientazioni 3D che hanno la potenzialità di ampliare i confini e le nostre abitudini non devono essere fredde, alienanti o indifferenti. Proprio perché diventeranno parte della nostra quotidianità è importante che facciano un salto di qualità. Dalle linee artificiose di ambientazioni che ammiccano al gaming gli avatar del domani possono camminare tra strutture seducenti e opere architettoniche avveniristiche.

Grazie all’incontro tra Massimo Maggio, amministrato unico di ArtMore e Rossano Tiezzi, direttore commerciale di Advepa, azienda leader di ambientazioni 3D e metaverso, è nato il Metaverso di ArtMore un nuovo concept di metaverso, primo nel mondo, dove la bellezza incontra la tecnologia e la rende unica ed innovativa. Un Metaverso dove ogni opera sarà un NFT, un non fungibile token, un pezzo unico e irripetibile di cui la vita quotidiana, con il nostro alter ego nel metaverso, non potrà fare a meno.

Dicono del Metaverso di ArtMore

Il nuovo Metaverso dedicato all’arte è stato presentato alla seconda edizione degli Stati Generali del Mondo del Lavoro della Cultura. Ne hanno parlato su FIRSTonline, un giornale web indipendente di economia, finanza e borsa. Per sapere cosa si dice su Advepa, ArtMore non perderti l’articolo: “Metaverso ArtMore: presentato il primo metaverso che coinvolgerà tutto il mondo dell’arte in Italia"

Tgcom24 parla del Metaverso di Advepa

Tgcom24: "XXXXX", NUOVO METAVERSO DEDICATO ALL'ARTE

"È stato presentato da ArtMore, nel corso della seconda edizione degli Stati Generali del Mondo del Lavoro della Cultura, al Palazzo Bonaparte di Roma, XXXXXX: il nuovo metaverso dedicato all’arte nato grazie alla collaborazione tra Advepa, azienda leader del settore della costruzione di metaversi e ArtMore, società che si occupa di consulenza marketing nel settore dell’arte. All’interno del panel da poco concluso, con un intervento dal titolo “Il Fin Tech come supporto allo sviluppo d’arte”, Massimo Maggio, amministratore unico di ArtMore e Rossano Tiezzi direttore di Advepa, hanno presentato il progetto e fatto camminare il pubblico attraverso gli avatar digitali all’interno dello spazio immersivo 3D. In un ambiente in cui interno ed esterno si compenetrano, sale espositive luminose e dotate di ogni comfort in cui è possibile sostare di fronte ad un’opera per scoprirne i dettagli, grazie a pannelli informativi e alla possibilità di zoomare il proprio campo visivo su ognuna di esse."

Per leggere l'articolo completo ---> Tgcom24: SHOWBIZ, TUTTO FA SPETTACOLO

Presentato a Roma il nuovo Metaverso dedicato all’arte

ADVEPA ARTMORE METAVERSO ARTE - Un ambiente interattivo in cui scoprire tutti i dettagli delle opere d’arte muovendosi, attraverso gli occhi e le gambe di avatar creati ad hoc, tra sale “digitali” dotate di ogni comfort .

Il nuovo Metaverso dedicato all’arte nato dalla collaborazione tra Advepa e ArtMore

È stato presentato da ArtMore, nel corso della seconda edizione degli Stati Generali del Mondo del Lavoro della Cultura, attualmente in svolgimento presso il Palazzo Bonaparte di Roma: il nuovo metaverso dedicato all’arte nato grazie alla collaborazione tra Advepa, azienda leader del settore della costruzione di metaversi e ArtMore, società che si occupa di consulenza marketing nel settore dell’arte.

All’interno del panel, con un intervento dal titolo “Il Fin Tech come supporto allo sviluppo d’arte”, MASSIMO MAGGIO, amministratore unico di ArtMore e ROSSANO TIEZZI Direttore di Advepa, hanno presentato il progetto e fatto camminare il pubblico attraverso gli avatar digitali all’interno dello spazio immersivo 3D.

In un ambiente in cui interno ed esterno si compenetrano, sale espositive luminose e dotate di ogni comfort in cui è possibile sostare di fronte ad un’opera per scoprirne i dettagli, grazie a pannelli informativi e alla possibilità di zoomare il proprio campo visivo su ognuna di esse.

Parola agli addetti ai lavori

“L’indotto del panorama artistico europeo, di cui ho da 33 anni una visione privilegiata, grazie a alla mia esperienza nel settore assicurativo che mi ha portato ad avere rapporti con tutti gli organizzatori di mostre, musei italiani, collezionisti, galleristi e case d’asta - spiega Massimo Maggio - mi ha sempre spinto ad un’attenzione speciale verso le nuove sfide tecnologiche legate a processi di marketing innovativi. Oggi le opere d’arte che circolano ad uso esclusivo del metaverso valgono migliaia di dollari oppure sono valutate in criptovalute. Ciò che è importante è che anche con il nostro avatar, ovvero il nostro gemello nel mondo virtuale, vogliamo essere contornati di creatività e bellezza".

L’arte non può che entrare ormai a pieno regime nel metaverso - sottolinea Rossano Tiezzi di Advepa - Lo spazio virtuale è un nuovo modo di comunicare e di intessere relazioni proficue, con una esperienza più realistica del classico navigare in rete a cui siamo abituati. I galleristi e gli operatori d’arte in genere che non si rendono conto che la rivoluzione è già in atto, inevitabilmente saranno tagliati fuori da una importante fetta di mercato”.

“Advepa, azienda leader del mercato dei metaversi per il business, sta lavorando per alfabetizzare quanto più possibile la comunità sulle infinite nuove opportunità che la realtà immersiva offre - puntualizza Giulia Polvani, account manager di Advepa - Per i flussi di opere d’arte stiamo già lavorando da tempo e oggi, collaborando con Massimo Maggio e grazie alla sua esperienza in questo settore, apriamo un nuovo capitolo per il nostro team, la cui forza è un’età media di 30 anni e una sinergia tra varie professionalità”.

I pregi del Metaverso di ArtMore

Dalla società ArtMore parte dunque un nuovo progetto in cui ogni opera sarà un NFT, un non fungibile token, un pezzo unico e irripetibile di cui la vita quotidiana, con il nostro alter ego nel metaverso, non potrà fare a meno.

Nel metaverso ArtMore si potrà mettere in collegamento tutta la filiera del mercato di opere d’arte, dall’artista al cliente finale. Una soluzione immediata, inclusiva e green. Ognuno con il proprio avatar potrà visitare gli spazi espositivi e scegliere cosa acquistare, da ogni parte del mondo, senza rinunciare a osservare ogni opera con una qualità molto alta.

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Sky Tg24 ospita i Metaversi di Advepa

SKY TG24 ADVEPA - La rubrica Now di SkyTg24 ha dedicato un importante approfondimento al metaverso declinato da Advepa. Grazie all’attenzione del coordinatore della rubrica tecnologica di SkyTg24, Daniele Semeraro e alla giornalista Beatrice Barbato abbiamo avuto modo di raccontare quali sono le linee guida che da sempre contraddistinguono i nostri metaversi.

Sky Tg24 racconta la bellezza del Metaverso

Nelle interviste al nostro direttore commerciale Rossano Tiezzi e alla nostra account manager Giulia Polvani siamo riusciti a spiegare la nostra mission etica e sociale. Volgiamo rendere il metaverso attrattivo per le imprese, proprio perché realizzato attraverso spazi che migliorano la qualità del tempo che trascorriamo lavorando.

Rossano Tiezzi ha spiegato a Beatrice Barbato come sia il criterio estetico, la bellezza, a guidare le scelte aziendali ogni volta che creiamo un metaverso ritagliato sulle esigenze del cliente. Per quanto il metaverso derivi dalla realtà immersiva “ammiccante” al gaminig, Advepa ha da sempre condiviso l’obiettivo di rendere gli ambienti virtuali luminosi, armoniosi e confortevoli. Muovendoci con i nostri avatar siamo padroni di una realtà alternativa; i nostri sensi e il nostro bisogno di bellezza e creatività viene assolutamente appagato.
Giulia Polvani ha messo l’accento sul metodo del nostro team di lavoro. Prendere decisioni corali che tengano conto delle professionalità di ognuno e al tempo stesso permettano a tutti di collaborare alla migliore versione del prodotto finale. I nostri metaversi, superati i test del team, devono essere sempre user friendly e intuitivi.

Nell’intervista dedicata ad Advepa su SkyTg24 è emerso anche un altro aspetto. Il nostro costante bisogno di sfide per la realizzazione di edifici e spazi che sempre di più possano mettere in contatto il reale con il virtuale. Tutto ruota sempre attorno al concetto che il metaverso, così come ogni altra tecnologia creata dall’uomo, rappresenti un’opportunità di crescita e non la distruzione dei precedenti modi di interazione. Questo è il messaggio che abbiamo voluto lanciare ai circa 60 000 spettatori che in media ogni giorno seguono SkyTg24. Un messaggio di apertura al metaverso di cui tutti sentono parlare ogni giorno e su cui dobbiamo imparare ad alfabetizzarci per non rimanere tagliati fuori da questa imminente rivoluzione.

Uno store per il Metaverso: alla scoperta delle sue tecnologie

TECNOLOGIE METAVERSO - La trasformazione digitale è un processo che ha avuto inizio già prima della pandemia, ma che si è intensificato con essa. La spinta alle aziende per diventare sempre più digitali, però è stata data da Zuckerberg con il suo annuncio dello sviluppo del Metaverso. Adesso che i proprietari di negozi investono sempre di più nel digitale, il colosso tech ha invece attuato un’inversione di rotta. Sta, infatti, per aprire i battenti il primo negozio fisico targato Meta.

Lo store fisico di Meta

Il primo store fisico Meta è stato inaugurato il 9 maggio in California, vicino alla sede della divisione Reality Labs, luogo nevralgico dello sviluppo del Metaverso. Si tratta di uno spazio di 150 metri quadri ai quali si aggiungono aree per fare videochiamate con i dipendenti del negozio. Tutte le esperienze presentate nello store sono pensate per far testare ai clienti che vi accederanno le tecnologie necessarie, e sviluppate da Meta, per vivere l’esperienza del Metaverso a 360°. Sarà infatti possibile testare i Portal, giocare a ‘Beat Saber' o altri titoli sul visore per realtà virtuale Quest2 e provare gli occhiali della fotocamera connessi di Ray-Ban. Ma vediamo più in dettaglio come funzionano queste tecnologie. 

Le tecnologie di Meta presentate nello store

Quest2

I visori permettono di interagire all’interno del Metaverso. Si tratta di una tecnologia altamente innovativa capace di creare la percezione di vivere delle vere e proprie esperienze. Il suo utilizzo avviene grazie a dei sensori in grado di riconoscere i movimenti svolti nella realtà e li replica nell’ambiente digitale. Alcune versioni prevedono anche l’utilizzo di controller che rendono ancora più reale la replica dei movimenti. In loro utilizzo inoltre sta prendendo sempre più campo, tanto che in futuro potrebbero essere ampiamente usati in numerosi altri ambiti, compreso quello medico. 

La tipologia di visori maggiormente conosciuta è l’Oculus, prodotto dall’omonima azienda acquistata nel 2014 da Mark Zuckerberg e dal gruppo Meta al fine di studiare nuove tecniche di produzione e realizzazione tali da renderne il costo in futuro più accessibile alle tasche di tutti i consumatori. Nel 2019 sono stati venduti meno di 10 milioni di oculus, nel 2023 le previsioni dicono che si arriverà intorno alle 38 milioni di unità commercializzate. I Quest2 non sono altro che una tipologia di Ocolus, con un Hardware di livello superiore che offre facilità di configurazione e sicurezza d'uso. 

Portal

Portal sono videocitofoni e display video intelligenti sviluppati dalla società Meta e lanciato sul mercato nel 2018. Attraverso Porta è possibile effettuare videochiamate smart su WhatsApp e Messenger, come su Teams, GoToMeeting, BlueJeans, Webex, or Zoom Il suo utilizzo viene attivato principalmente con l’uso della voce grazie all’integrazione con Alexa di Amazon. Una delle principali varianti di Portal, che lo differenzia dai prodotti competitor, è Portal Go. Si tratta di display video alimentato da una batteria ricaricabile, quindi è possibile spostarlo da una stanza all'altra. Le principali caratteristiche di Meta Portal sono: 

Occhiali smart Ray-Ban

Il 9 settembre 2021 sono stati lanciati sul mercato i Facebook Glasses, o meglio i “Ray-Ban Stories”. Sono visori ultra innovativi che integrano la realtà aumentata a dei semplici occhiali da sole della nota marca. Tramite questo, apparentemente, normalissimo paio di occhiali è possibile scattare foto e registrare video da condividere sulle piattaforme social. Le loro funzionalità non finiscono qui. Vi sono integrate anche casse e microfoni che permettono di effettuare chiamate o ascoltare musica. 

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Elon Musk ed il web3, i paladini della libertà di espressione?

LIBERTÀ DI ESPRESSIONE - Da molto tempo si dibatte sulla libertà di espressione e su quanto il web e i social in particolare debbano o meno essere limitati e regolati. Per questo hanno fatto molto discutere le dichiarazioni rilasciate da Elon Musk e le sue modifiche a facebook. Non solo, sono innumerevoli, e tutte legate alla libera comunicazione le contestazioni che vengono fatte alla nuova frontiera del web: il web 3, la cui filosofia di base non si discosta molto da ciò che Elon Musk vuole fare della piattaforma social dell’uccellino azzurro. Vediamo insieme di cosa stiamo parlando più nel dettaglio. 

La libertà di espressione promessa da Elon Musk su Twitter

Twitter negli Stati Uniti è un social molto più diffuso e usato rispetto all’Italia e agli altri paesi europei. Non solo ha anche un posto abbastanza centrale anche se al momento non è considerato molto pioniere della libertà di espressione. Elon Musk, quando ha cominciato a manifestare il suo interesse all'acquisizione della piattaforma, ha, infatti, posto l’accento sulla sua intenzione di difendere la libertà di espressione nel social cinguettante. Uno dei primi cambiamenti che l’innovativo milionario ha comunicato di voler attuare è quello di rendere open source l'algoritmo che regola Twitter. Così facendo chiunque sarebbe in grado di essere a conoscenza di come funziona e ragione il social. O meglio tutti potremmo conoscere quali sono i tweet maggiormente premiati, con quali criteri questi vengono scelti e quali sono le caratteristiche discriminanti che portano un tweet ad essere visto o non da noi. 

L’obiezione maggiore rivolta a Elon Musk e ai cambiamenti che vuole attuare in Twitter riguarda proprio la difesa che l’imprenditore fa della libertà di espressione. C’è il timore che lasciare a tutti la possibilità di commentare, scrivere e mettere su piazza pubblica tutto senza filtri e senza rischio di censura, porti all'estremizzazione della violenza sui social. Fenomeno che anche i colossi social di Meta fanno fatica a mettere a tacere nonostante sia un atto un processo di controllo. 

I cambiamenti tecnici per Twitter

È vero che Elon Musk lascerebbe tutti liberi di parlare ma in un certo senso vorrebbe assicurarsi di avere la certezza di poter risalire al mittente del tweet. Non solo vorrebbe garantire anche la possibilità che dietro ad un account ci sia una persona e non un AI. Tra i cambiamenti che vuole attuale c’è infatti l’autenticazione non solo tramite nickname ma anche tramite altri parametri che diano la certezza che il profilo sia gestito da una persona fisica. È una funzione molto difficile da introdurre ma facciamo finta che ciò sia possibile. Cosa accade? Si potrebbe verificare una drastica diminuzione delle fake news e dei trolling dal momento che queste, nella maggioranza dei casi, partono da profili bot e fake. 

I profili fake hanno molta rilevanza anche per quanto riguarda i tweet violenti. È infatti molto più facile offendere e istigare all’odio quando ci si nasconde dietro ad un profilo che non rivela la nostra vera identità. 

Un altro aspetto di cui non tiene conto Elon Musk nella sua battaglia, per un Twitter composto da una comunità di persone reali libere di esprimere la propria opinione, sono le leggi regolative di ogni stato in cui la piattaforma social agisce. Ogni Nazione ha infatti regolamentazioni ben precise per quanto riguarda commenti razziali, omofobi, e violenti di ogni genere. 

È il web3 il prossimo step che sancirà la libertà di espressione?

L’aspetto nazionale relativo alle norme che regolano la libera comunicazione e determinano i confini tra ciò che è lecito affermare e cosa no, è l’argomento principale con cui si deve scontrare anche la nuova frontiera del web: il web3. 

Il Web3 è un’idea per una nuova iterazione del World Wide Web. Si basa sulla tecnologia blockchain, che incorpora concetti come decentralizzazione e economia basata sui token. Alcuni esperti sostengono che web3 fornirà:

Questo perché la filosofia che sta alla base del web 3 prevede concetto di rete decentralizzata e non governata da nessuno; dove a chiunque è permesso di potersi collegare al web senza alcuna intromissione.

Da queste premesse sembra di trovarsi davanti ad una tecnologia altamente innovativa che porterà ad una rivoluzione nell’ambito della libertà di espressione. Ci metterà a disposizione di un web libero dal controllo delle autorità, impossibilitate ad oscurare contenuti di ogni genere non ritenuti adatti o conformi.

Come può il web3 garantire la non cancellazione, l’oscuramento e la falsificazione di un determinato blocco, di quel sito web o contenuto? Scoprilo nel nostro approfondimento dedicato al funzionamento del Web3: “Tutto ciò che hai sempre voluto sapere sul Web3".

Tutto ciò che hai sempre voluto sapere sul Web3

WEB3 BLOCKCHAIN - Viviamo in un momento storico che ha visto la tecnologia esistente da decenni crescere repentinamente. La pandemia e le conseguenze che ha portato hanno accelerato a dismisura lo studio e l’attenzione posti su alcune tecnologie altamente innovative. Queste saranno alla base di tutto il mercato tecnologico nel tempo a venire. Una tra tutti è la blockchain, struttura sotto forma di catena a blocchi che permette di effettuare numerose operazioni e che si sta integrando ad altre avveniristiche tecnologie, come il web3. 

Entriamo nel dettaglio della blockchain per meglio comprendere il funzionamento del web3 

Come abbiamo accennato la blockchain è registro digitale le cui voci sono raggruppate in "blocchi", concatenati in ordine cronologico, e la cui integrità è garantita dall'uso della crittografia. Fa parte del grande pool delle “Distributed Ledger Technology (DLT), ovvero sistemi alla cui base ci sono registri distribuiti che permettono di effettuare diverse operazioni attraverso tutti i nodi della rete. 

Le principali caratteristiche della blockchain sono 7:

La blockchain è una tecnologia molto versatile che permette di essere impiegata in numerosi settori, dalle criptovalute, alla moda, dal settore agroalimentare alla finanza e molto altro. Non è esagerato affermare che praticamente ogni settore che ci può venire in mente ha modo di far uso della blockchain. L’impiego che interessa a noi in questo approfondimento riguarda la sua applicazione al web3. 

Alla scoperta del Web3

Il web3 o web semantico è l’evoluzione della rete che usiamo tutti i giorni da alcuni decenni per navigare. Il Web3 è un’idea per una nuova iterazione del World Wide Web basata sulla tecnologia blockchain, che incorpora concetti come decentralizzazione e economia basata sui token.

Alcuni tecnici e giornalisti lo hanno messo a confronto con il Web 2.0 e affermano che la maggiore differenza sta nella massima libertà d’uso che il web3 offre. Viene meno infatti la possibilità di controllo da parte delle cosiddette big tech e più in generale abolisce il pericolo di censura. Come? Attraverso l’utilizzo della blockchain. 

Ogni contenuto inserito nel web, da una identità, a un sito web o qualunque altra cosa faccia il suo accesso in rete sarà automaticamente gestito all’interno di un blocco della blockchain. Tale tecnologia verrà a sua volta ospitata all’interno di “wallet” personali accessibili solo tramite chiavi di sicurezza apposite, che rendono impenetrabili e inaccessibili i dati che vi sono stati inseriti. Questo fa sì che solo il proprietario dell’informazione - e in certi casi neppure lui - è in grado di accedervi e di apportare modifiche o eliminarlo.  

Contestualizzare i web3

La caratteristica principale e che più affascina del web 3 è la decentralizzazione. Un concetto non estraneo alla rete e che involontariamente era già presente nelle prima versione del web mai stata online e ideata da Tim Berners-Lee. Il fisico, ex impiegato del CERN di Ginevra, nei primi anni 90 dette vita al HTML - HyperText Markup Language - un  linguaggio semi strutturato utile per consentire la visualizzazione di contenuti multimediali in rete. La versione semplificata con pagine raggiungibili tra di loro attraverso l’uso di link portò poi allo sviluppo dei browser e di tutte le altre tecnologie che conosciamo oggi e che implicitamente usiamo ogni volta che navighiamo sul web

L’introduzione della tecnologia HTML e la possibilità di inserire informazioni multimediali nella rete portò una forte decentralizzazione nella diffusione e fruizione delle informazioni. Agli albori del web esistevano solo due figure: chi inseriva i contenuti e chi ne usufruiva. Non esistevano garanti della privacy, ma soprattutto non erano ancora presenti le “big tech”, i grandi colossi come Meta, Google e Amazon. Queste aziende sono i detentori della maggior parte delle pubblicità presenti in rete e dei dati che noi inseriamo per creare i nostri account sulle varie piattaforme. Si è venuta a creare nel tempo una insoddisfazione generale nei confronti del trattamento che viene riservato sul web e questo ha riportato al centro delle discussione l’idea di una progressiva decentralizzazione che sia a favore dell’utente. 

La decentralizzazione del web3 

Il web3 naviga verso una totale decentralizzazione della rete che tende a far sì che l’utente possa essere in grado di riappropriarsi delle proprie informazioni e dati inseriti in rete. Questo verrebbe garantito - come abbiamo visto - dall’utilizzo della blockchain. Da ciò si potrebbe però ricavare anche del profitto grazie all’integrazione dell’economia basata sui token. Con l’utilizzo degli NFT o delle criptovalute, infatti, si va incontro anche ad una decentralizzazione della monetizzazione, che non passerebbe più da enti regolatori. 

Può sembrare un obiettivo degno del miglior filosofo utopista mai conosciuto. Sono ancora molti i nodi da sciogliere per raggiungere il traguardo di un web totalmente slegato dai servizi pubblicitari, sottoscrizioni e abbonamenti. Una rete dove i protagonisti sono gli utenti e i dati da loro e solo loro raccolti, analizzati e integrati. Ma lo sviluppo che i tecnici del settore stanno apportando alla blockchain e a tutte le altre DLT avrà sicuramente un impatto sul nostro modo di navigare la rete in futuro. 

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Gli uffici virtuali arrivano nel Metaverso

REALTÀ VIRTUALE LAVORO METAVERSO - Lavorare da casa o in ufficio? E se ci fosse una soluzione per poter fare entrambi? Anticipando il dibattito istituzionale in corso anche in Italia sul protocollo per normare lo smart working, da mesi il team di Advepa è impegnato nel dare un contributo concreto che cambierà per sempre il mondo del lavoro. Tutto diventerà più immediato, più semplice e anche, inaspettatamente, più sicuro. Basterà affidarsi a chi conosce potenzialità e insidie della realtà immersiva 3D. Rossano Tiezzi è stato raggiunto dai microfoni del TG2 per parlarne.

Rossano Tiezzi presenta la Realtà Virtuale applicata al mondo del lavoro

Sono tante le aziende che scelgono Advepa, come leader italiana del metaverso. Nell'intervista di Rossano Tiezzi su TG2 abbiamo spiegato il presente della realtà virtuale e quali opportunità gli ambienti 3D stanno già creando nel mondo del lavoro. Grazie al giornalista Simone Turchetti che ha saputo cogliere la mission di Advepa.

5 verità sul Metaverso

METAVERSO - Mentre il metaverso si espande in varie direzioni, il nostro gruppo ha scelto di intraprendere un percorso ben preciso: quello di sviluppare idee che fanno la differenza per il business. Noi di Advepa cerchiamo di creare un modo di conoscere tramite le esperienze virtuali 3D che sia modellato sulle necessità delle aziende e in grado di creare un corretto equilibrio tra lavoro e vita privata. Noi andiamo avanti, ma c’è ancora chi deve cominciare a prendere dimestichezza con cosa sia il Metaverso e le prospettive di crescita. Quindi vogliamo aiutarvi a fare amicizia con questo concetto partendo da alcuni numeri. 

1992

Il termine metaverso deve la sua origine al romanzo di Neal Stephenson, “Snow Crash”, pubblicato nell 1992. Nel romanzo il metaverso altro non è che un “digital twin” del mondo reale. Un'immensa sfera nera, tagliata in due all’altezza dell’equatore. In questo metaverso minimale c’è un’unica strada percorribile attraverso una monorotaia. Il fascino del metaverso risiede nel velo di mistero che lo avvolge e nelle infinite possibilità di espansione che lo caratterizzano.

Nel 2011 un altro metaverso prende vita nel romanzo Ready Player One, a cui seguirà anche un adattamento cinematografico. 

Il concetto di metaverso si stacca dalla letteratura e approda nel mondo dei videogiochi, con i MMORPG, Massively multiplayer online role-playing game. 

Il mondo cinematografico però ne è talmente tanto affascinato però da dare vita ad una serie tv, originale Amazon Prima, dal titolo: Upload. In queste serie viene immaginato un un mondo in cui gli esseri umani possono vivere per sempre come avatar digitali in lussuosi mondi virtuali simil-metaverso, caricando la propria coscienza su una sorta di simulazione al computer. Le persone a loro legate possono interagire con i propri cari “upload” grazie all’utilizzo di visori e, in alcuni casi, anche particolari tute sensoriali capaci di riprodurre il senso del tatto all’interno dei mondo virtuali.   

1 su 4

Un italiano su 4 dichiara di essere consapevole di cosa sia il Metaverso e ritiene pure che possa essere l’evoluzione del web. Ci si aspetta che porti miglioramenti al nostro modo di fruire lo spazio virtuale rendendolo maggiormente coinvolgente e accessibile. 

800 miliardi 

Sono i guadagni che si otterrano dal Metaverso entro il 2024. Il 56% di intervistati dalla società Sensemakers dichiara che le aziende fanno bene ad investire nel metaverso. A loro dire si tratta infatti di un’opportunità di crescita in grado di moltiplicare i fatturati delle imprese. Gli esperti dichiarano che ci saranno forti prospettive di crescita nel metaverso.

C’è infatti chi dichiara che:

“Il Metaverso è molto più dell’evoluzione verso cui sta andando naturalmente il web. Si tratta infatti del luogo dove è possibile far crescere un vero e proprio business, un’economia digitale” – Rossano Tiezzi.

80%

Controllando sempre i dati della ricerca effettuata dalla società Sensemakers 80% degli italiani lo immagina come possibile "sottrattore" di tempo e attenzioni alla quotidianità. E non è l’unico elemento negativo evidenziato. Il 30% degli intervistati ritiene infatti che il mondo virtuale non farà altro che amplificare le diseguaglianze economiche e sociali, andando a favorire esclusivamente le società tecnologiche.

85 milioni

Ancora oggi non esiste una versione del Metaverso esattamente uguale a quella proposta da Mark Zuckerberg, ma tante piccole realtà. Un esempio tra i più famosi è Decentraland all’interno del quale sono stati spesi 85 milioni di dollari per acquistare beni immobiliari. A questi vanno aggiunti circa 7.5 miliardi spesi da 6mila utenti nel giro di tre mesi sulla stessa piattaforma. 

Un altro Metaverso è Sandbox molto nominato durante la settimana della moda. Lo store fisico della casa di moda United Colors of Benetton, posto in Corso Vittorio Emanuele, è stato allestito allo stesso modo dello store presente nel Metaverso, capovolgendo così l’esperienza immersiva. Infatti, diversamente dal solito, non è stato il virtuale a riprodurre il fisico, ma viceversa.

All’interno del negozio di Sandbox non era possibile fare shopping. Vi sono, però, state allestite numerose attività di gaming, con premi da accumulare per acquistare nello store fisico.

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