Luciano Ippolito e il webinar sull’IA

ADVEPA LINK CAMPUS IA – Come ormai percepiamo ogni giorno, la tecnologia influenza sempre più la nostra quotidianità. Negli ultimi anni abbiamo compreso soprattutto come l’AI (Intelligenza artificiale) cerchi di migliorare le nostre esperienze con molti programmi e siti web. Ma in che modo dovrebbero muoversi gli esperti del settore per darci dei servizi sempre più adatti alle nostre esigenze? Nel webinar organizzato da Link Campus University, il Business Manager di Advepa Communication Luciano Ippolito ci aiuta a capire meglio questo argomento.

L’IA, di cosa si tratta

Prima di tutto cerchiamo di fare il punto su cosa sia l’IA facendo anche qualche esempio.

L’intelligenza artificiale riguarda i metodi e le tecniche usati per permettere ai programmi elettronici di agire come se avessero un’intelligenza umana. In altre parole, l’IA permette alle tecnologie odierne di agire automaticamente e imitando il più possibile l’essere umano. Per raggiungere questo obiettivo, tuttavia, gli addetti ai lavori dovranno svolgere una costante raccolta di informazioni per affinare sempre più l’efficienza dell’IA. Questa necessità è soddisfatta in parte dall’uso dei cosiddetti Big Data, ovvero programmi che raccolgono e interpretano enormi quantità di dati altrimenti ingestibili.

Attenzione però: siamo ancora lontani dagli scenari fantascientifici che vediamo nei film. L’intelligenza artificiale che abbiamo scoperto grazie a Steven Spielberg o i fratelli Cohen ha ben poco a che fare con ciò che esiste attualmente.

Qualche esempio di IA di tutti i giorni

Per avere un’idea migliore di come funzioni l’IA vi illustreremo qualche esempio con cui tutti abbiamo avuto a che fare almeno una volta. Ecco quali programmi o oggetti della vita quotidiana utilizzano una forma di intelligenza artificiale:

Il “chat bot” nei siti web

Pensiamo al cosiddetto “chat bot”: la tipica chat di assistenza che trovate in un sito web, ma gestita da un’IA. In questo caso potrete scrivere un messaggio per chiedere un aiuto specifico, dopodiché l’intelligenza interpreta il vostro bisogno per rispondervi nel modo più adatto possibile. Ma come riesce a darvi proprio la risposta di cui avete bisogno? Basandosi sulle esperienze di chi ha usato il chat bot prima di voi. Infatti, per ogni richiesta soddisfatta o meno, l’IA ha raccolto dei dati che gli hanno permesso di perfezionare le sue azioni col tempo. Questo è possibile anche grazie ai sistemi Big Data che riescono a raccogliere i dati e dare interpretazioni utili per poterli sfruttare al meglio.

La domotica e l’IA: Alexa

Negli ultimi anni abbiamo accolto nella nostra quotidianità alcuni cambiamenti che stanno rivoluzionando il nostro modo di vivere. Stiamo parlando della domotica: quando gli elettrodomestici fanno un passo avanti verso la tecnologia. Esistono moltissimi esempi e uno dei più rinomati è certamente quello prodotto da Amazon: Alexa, la voce femminile che risponde alle vostre esigenze. Connettendo il vostro dispositivo (lo smartphone o Amazon Echo), sarete in grado di dare comandi vocali per spegnere le luci o avviare la musica. Questo è un esempio davvero lampante di come l’IA stia influenzando le nostre vite. Il sistema di Alexa infatti riconosce la nostra voce e distingue chiaramente i comandi che le diamo.

Netflix e i suoi suggerimenti

Molte persone non si sentono soddisfatte della loro giornata se non riescono a guardare un film su Netflix. Si tratta di una delle più celebri piattaforme di streaming da cui possiamo guardare moltissimi film e serie tv online. I suoi archivi contengono svariati contenuti, tuttavia ogni utente riceve dei suggerimenti davvero precisi su cosa potrebbe guardare. È proprio in questi momenti che agisce l’IA: la piattaforma riesce a suggerirci film e serie tv che possono piacerci. Ma come ci riesce? Grazie al lavoro dell’intelligenza artificiale, le reazioni degli utenti vengono analizzate ed elaborate per proporci ogni volta dei consigli sempre più adatti. Perciò, quando una persona guarda una serie tv fino all’ultimo episodio oppure la interrompe subito, l’IA raccoglie queste esperienze e comprende come possa migliorare i suggerimenti successivi.

Luciano Ippolito e l’intervento per Link Campus sull’IA

Per capire quale direzione dovrebbe prendere lo sviluppo dell’IA, la Link Campus University ha proposto il webinar “L’esperienza utente nei sistemi di intelligenza artificiale”. Tra i relatori ha partecipato Luciano Ippolito, Business Manager esecutivo di Advepa Communication, per parlare delle sue esperienze nel settore virtuale. Ha trovato delle somiglianze tra la realtà virtuale 3D di cui si occupa e l’IA riguardo la necessità di adattarsi maggiormente alle esigenze degli utenti.

Spiegare il prodotto a chi vuole usarlo

Al webinar di Link Campus sull’IA, Luciano Ippolito ha parlato della sua esperienza nel settore del virtuale trovando degli spunti in comune. Infatti la sua esperienza dello scorso anno lo ha messo in rapporto con le fiere virtuali 3D offerte dal team di Advepa. Il periodo particolare di restrizioni che stiamo vivendo ha portato a un blocco degli eventi dal vivo, spingendo quindi le fiere virtuali. Tuttavia, chi è interessato al servizio porta con sé la sua concezione di un evento virtuale e può accadere che sia molto diversa dalla realtà. Oppure, visto che ogni cliente ha delle necessità particolari, è necessario proporgli una soluzione anzitutto adatta ai suoi bisogni.

“Sia nel virtuale che nell’IA esistono moltissime interpretazioni di cosa possono essere, quindi dobbiamo chiarire ai clienti di cosa ci occupiamo per poi dargli il miglior servizio.” Luciano Ippolito al webinar per Link Campus University.

Le informazioni sono necessarie fin da subito

Mettere in chiaro quale prodotto si offra ai clienti è certamente fondamentale per le fasi successive di lavoro, anche se non basta. Anche in questi casi, le informazioni che abbiamo sugli utenti e sui clienti devono avere un ruolo centrale durante tutta la progettazione del servizio. In questo modo potremo soddisfare nei minimi dettagli le necessità di tutti offrendo una soluzione a ogni problema che troviamo nelle fasi di elaborazione.

“chi progetta la tecnologia da vendere – il progettista – dovrebbe fin da subito muoversi di pari passo con le informazioni che possiede sull’utente. Non solo, a ogni occasione possibile dovrebbe ottenerne altre per perfezionare il prodotto, nel nostro caso una fiera virtuale 3D adatta ai visitatori.”

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