Sky Tg24 ospita i Metaversi di Advepa

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Sky Tg24 ospita i Metaversi di Advepa

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6 Giugno 2022

SKY TG24 ADVEPA - La rubrica Now di SkyTg24 ha dedicato un importante approfondimento al metaverso declinato da Advepa. Grazie all’attenzione del coordinatore della rubrica tecnologica di SkyTg24, Daniele Semeraro e alla giornalista Beatrice Barbato abbiamo avuto modo di raccontare quali sono le linee guida che da sempre contraddistinguono i nostri metaversi.

Sky Tg24 racconta la bellezza del Metaverso

Nelle interviste al nostro direttore commerciale Rossano Tiezzi e alla nostra account manager Giulia Polvani siamo riusciti a spiegare la nostra mission etica e sociale. Volgiamo rendere il metaverso attrattivo per le imprese, proprio perché realizzato attraverso spazi che migliorano la qualità del tempo che trascorriamo lavorando.

Rossano Tiezzi ha spiegato a Beatrice Barbato come sia il criterio estetico, la bellezza, a guidare le scelte aziendali ogni volta che creiamo un metaverso ritagliato sulle esigenze del cliente. Per quanto il metaverso derivi dalla realtà immersiva “ammiccante” al gaminig, Advepa ha da sempre condiviso l’obiettivo di rendere gli ambienti virtuali luminosi, armoniosi e confortevoli. Muovendoci con i nostri avatar siamo padroni di una realtà alternativa; i nostri sensi e il nostro bisogno di bellezza e creatività viene assolutamente appagato.
Giulia Polvani ha messo l’accento sul metodo del nostro team di lavoro. Prendere decisioni corali che tengano conto delle professionalità di ognuno e al tempo stesso permettano a tutti di collaborare alla migliore versione del prodotto finale. I nostri metaversi, superati i test del team, devono essere sempre user friendly e intuitivi.

Nell’intervista dedicata ad Advepa su SkyTg24 è emerso anche un altro aspetto. Il nostro costante bisogno di sfide per la realizzazione di edifici e spazi che sempre di più possano mettere in contatto il reale con il virtuale. Tutto ruota sempre attorno al concetto che il metaverso, così come ogni altra tecnologia creata dall’uomo, rappresenti un’opportunità di crescita e non la distruzione dei precedenti modi di interazione. Questo è il messaggio che abbiamo voluto lanciare ai circa 60 000 spettatori che in media ogni giorno seguono SkyTg24. Un messaggio di apertura al metaverso di cui tutti sentono parlare ogni giorno e su cui dobbiamo imparare ad alfabetizzarci per non rimanere tagliati fuori da questa imminente rivoluzione.

TECNOLOGIE METAVERSO - La trasformazione digitale è un processo che ha avuto inizio già prima della pandemia, ma che si è intensificato con essa. La spinta alle aziende per diventare sempre più digitali, però è stata data da Zuckerberg con il suo annuncio dello sviluppo del Metaverso. Adesso che i proprietari di negozi investono sempre di più nel digitale, il colosso tech ha invece attuato un’inversione di rotta. Sta, infatti, per aprire i battenti il primo negozio fisico targato Meta.

Lo store fisico di Meta

Il primo store fisico Meta è stato inaugurato il 9 maggio in California, vicino alla sede della divisione Reality Labs, luogo nevralgico dello sviluppo del Metaverso. Si tratta di uno spazio di 150 metri quadri ai quali si aggiungono aree per fare videochiamate con i dipendenti del negozio. Tutte le esperienze presentate nello store sono pensate per far testare ai clienti che vi accederanno le tecnologie necessarie, e sviluppate da Meta, per vivere l’esperienza del Metaverso a 360°. Sarà infatti possibile testare i Portal, giocare a ‘Beat Saber' o altri titoli sul visore per realtà virtuale Quest2 e provare gli occhiali della fotocamera connessi di Ray-Ban. Ma vediamo più in dettaglio come funzionano queste tecnologie. 

Le tecnologie di Meta presentate nello store

Quest2

I visori permettono di interagire all’interno del Metaverso. Si tratta di una tecnologia altamente innovativa capace di creare la percezione di vivere delle vere e proprie esperienze. Il suo utilizzo avviene grazie a dei sensori in grado di riconoscere i movimenti svolti nella realtà e li replica nell’ambiente digitale. Alcune versioni prevedono anche l’utilizzo di controller che rendono ancora più reale la replica dei movimenti. In loro utilizzo inoltre sta prendendo sempre più campo, tanto che in futuro potrebbero essere ampiamente usati in numerosi altri ambiti, compreso quello medico. 

La tipologia di visori maggiormente conosciuta è l’Oculus, prodotto dall’omonima azienda acquistata nel 2014 da Mark Zuckerberg e dal gruppo Meta al fine di studiare nuove tecniche di produzione e realizzazione tali da renderne il costo in futuro più accessibile alle tasche di tutti i consumatori. Nel 2019 sono stati venduti meno di 10 milioni di oculus, nel 2023 le previsioni dicono che si arriverà intorno alle 38 milioni di unità commercializzate. I Quest2 non sono altro che una tipologia di Ocolus, con un Hardware di livello superiore che offre facilità di configurazione e sicurezza d'uso. 

Portal

Portal sono videocitofoni e display video intelligenti sviluppati dalla società Meta e lanciato sul mercato nel 2018. Attraverso Porta è possibile effettuare videochiamate smart su WhatsApp e Messenger, come su Teams, GoToMeeting, BlueJeans, Webex, or Zoom Il suo utilizzo viene attivato principalmente con l’uso della voce grazie all’integrazione con Alexa di Amazon. Una delle principali varianti di Portal, che lo differenzia dai prodotti competitor, è Portal Go. Si tratta di display video alimentato da una batteria ricaricabile, quindi è possibile spostarlo da una stanza all'altra. Le principali caratteristiche di Meta Portal sono: 

  • Videochiamate professionali
  • Potente fotocamera
  • Caratteristiche di produttività
  • Speakers e musica
  • Realtà Aumentata
  • Modalità verticale e orizzontale

Occhiali smart Ray-Ban

Il 9 settembre 2021 sono stati lanciati sul mercato i Facebook Glasses, o meglio i “Ray-Ban Stories”. Sono visori ultra innovativi che integrano la realtà aumentata a dei semplici occhiali da sole della nota marca. Tramite questo, apparentemente, normalissimo paio di occhiali è possibile scattare foto e registrare video da condividere sulle piattaforme social. Le loro funzionalità non finiscono qui. Vi sono integrate anche casse e microfoni che permettono di effettuare chiamate o ascoltare musica. 

LEGGI ANCHE ---> 5 verità sul Metaverso

REALTÀ VIRTUALE LAVORO METAVERSO - Lavorare da casa o in ufficio? E se ci fosse una soluzione per poter fare entrambi? Anticipando il dibattito istituzionale in corso anche in Italia sul protocollo per normare lo smart working, da mesi il team di Advepa è impegnato nel dare un contributo concreto che cambierà per sempre il mondo del lavoro. Tutto diventerà più immediato, più semplice e anche, inaspettatamente, più sicuro. Basterà affidarsi a chi conosce potenzialità e insidie della realtà immersiva 3D. Rossano Tiezzi è stato raggiunto dai microfoni del TG2 per parlarne.

Rossano Tiezzi presenta la Realtà Virtuale applicata al mondo del lavoro

Sono tante le aziende che scelgono Advepa, come leader italiana del metaverso. Nell'intervista di Rossano Tiezzi su TG2 abbiamo spiegato il presente della realtà virtuale e quali opportunità gli ambienti 3D stanno già creando nel mondo del lavoro. Grazie al giornalista Simone Turchetti che ha saputo cogliere la mission di Advepa.

ADVEPA LINK CAMPUS IA - Come ormai percepiamo ogni giorno, la tecnologia influenza sempre più la nostra quotidianità. Negli ultimi anni abbiamo compreso soprattutto come l’AI (Intelligenza artificiale) cerchi di migliorare le nostre esperienze con molti programmi e siti web. Ma in che modo dovrebbero muoversi gli esperti del settore per darci dei servizi sempre più adatti alle nostre esigenze? Nel webinar organizzato da Link Campus University, il Business Manager di Advepa Communication Luciano Ippolito ci aiuta a capire meglio questo argomento.

L’IA, di cosa si tratta

Prima di tutto cerchiamo di fare il punto su cosa sia l’IA facendo anche qualche esempio.

L’intelligenza artificiale riguarda i metodi e le tecniche usati per permettere ai programmi elettronici di agire come se avessero un’intelligenza umana. In altre parole, l’IA permette alle tecnologie odierne di agire automaticamente e imitando il più possibile l’essere umano. Per raggiungere questo obiettivo, tuttavia, gli addetti ai lavori dovranno svolgere una costante raccolta di informazioni per affinare sempre più l’efficienza dell’IA. Questa necessità è soddisfatta in parte dall’uso dei cosiddetti Big Data, ovvero programmi che raccolgono e interpretano enormi quantità di dati altrimenti ingestibili.

Attenzione però: siamo ancora lontani dagli scenari fantascientifici che vediamo nei film. L’intelligenza artificiale che abbiamo scoperto grazie a Steven Spielberg o i fratelli Cohen ha ben poco a che fare con ciò che esiste attualmente.

Qualche esempio di IA di tutti i giorni

Per avere un’idea migliore di come funzioni l’IA vi illustreremo qualche esempio con cui tutti abbiamo avuto a che fare almeno una volta. Ecco quali programmi o oggetti della vita quotidiana utilizzano una forma di intelligenza artificiale: Il “chat bot” nei siti webPensiamo al cosiddetto “chat bot”: la tipica chat di assistenza che trovate in un sito web, ma gestita da un’IA. In questo caso potrete scrivere un messaggio per chiedere un aiuto specifico, dopodiché l'intelligenza interpreta il vostro bisogno per rispondervi nel modo più adatto possibile. Ma come riesce a darvi proprio la risposta di cui avete bisogno? Basandosi sulle esperienze di chi ha usato il chat bot prima di voi. Infatti, per ogni richiesta soddisfatta o meno, l’IA ha raccolto dei dati che gli hanno permesso di perfezionare le sue azioni col tempo. Questo è possibile anche grazie ai sistemi Big Data che riescono a raccogliere i dati e dare interpretazioni utili per poterli sfruttare al meglio.

La domotica e l’IA: Alexa

Negli ultimi anni abbiamo accolto nella nostra quotidianità alcuni cambiamenti che stanno rivoluzionando il nostro modo di vivere. Stiamo parlando della domotica: quando gli elettrodomestici fanno un passo avanti verso la tecnologia. Esistono moltissimi esempi e uno dei più rinomati è certamente quello prodotto da Amazon: Alexa, la voce femminile che risponde alle vostre esigenze. Connettendo il vostro dispositivo (lo smartphone o Amazon Echo), sarete in grado di dare comandi vocali per spegnere le luci o avviare la musica. Questo è un esempio davvero lampante di come l’IA stia influenzando le nostre vite. Il sistema di Alexa infatti riconosce la nostra voce e distingue chiaramente i comandi che le diamo.

Netflix e i suoi suggerimenti

Molte persone non si sentono soddisfatte della loro giornata se non riescono a guardare un film su Netflix. Si tratta di una delle più celebri piattaforme di streaming da cui possiamo guardare moltissimi film e serie tv online. I suoi archivi contengono svariati contenuti, tuttavia ogni utente riceve dei suggerimenti davvero precisi su cosa potrebbe guardare. È proprio in questi momenti che agisce l'IA: la piattaforma riesce a suggerirci film e serie tv che possono piacerci. Ma come ci riesce? Grazie al lavoro dell’intelligenza artificiale, le reazioni degli utenti vengono analizzate ed elaborate per proporci ogni volta dei consigli sempre più adatti. Perciò, quando una persona guarda una serie tv fino all’ultimo episodio oppure la interrompe subito, l’IA raccoglie queste esperienze e comprende come possa migliorare i suggerimenti successivi.

Luciano Ippolito e l’intervento per Link Campus sull’IA

Per capire quale direzione dovrebbe prendere lo sviluppo dell’IA, la Link Campus University ha proposto il webinar “L’esperienza utente nei sistemi di intelligenza artificiale”. Tra i relatori ha partecipato Luciano Ippolito, Business Manager esecutivo di Advepa Communication, per parlare delle sue esperienze nel settore virtuale. Ha trovato delle somiglianze tra la realtà virtuale 3D di cui si occupa e l’IA riguardo la necessità di adattarsi maggiormente alle esigenze degli utenti.

Spiegare il prodotto a chi vuole usarlo

Al webinar di Link Campus sull’IA, Luciano Ippolito ha parlato della sua esperienza nel settore del virtuale trovando degli spunti in comune. Infatti la sua esperienza dello scorso anno lo ha messo in rapporto con le fiere virtuali 3D offerte dal team di Advepa. Il periodo particolare di restrizioni che stiamo vivendo ha portato a un blocco degli eventi dal vivo, spingendo quindi le fiere virtuali. Tuttavia, chi è interessato al servizio porta con sé la sua concezione di un evento virtuale e può accadere che sia molto diversa dalla realtà. Oppure, visto che ogni cliente ha delle necessità particolari, è necessario proporgli una soluzione anzitutto adatta ai suoi bisogni.

“Sia nel virtuale che nell’IA esistono moltissime interpretazioni di cosa possono essere, quindi dobbiamo chiarire ai clienti di cosa ci occupiamo per poi dargli il miglior servizio.” Luciano Ippolito al webinar per Link Campus University.

Le informazioni sono necessarie fin da subito

Mettere in chiaro quale prodotto si offra ai clienti è certamente fondamentale per le fasi successive di lavoro, anche se non basta. Anche in questi casi, le informazioni che abbiamo sugli utenti e sui clienti devono avere un ruolo centrale durante tutta la progettazione del servizio. In questo modo potremo soddisfare nei minimi dettagli le necessità di tutti offrendo una soluzione a ogni problema che troviamo nelle fasi di elaborazione.

“chi progetta la tecnologia da vendere - il progettista - dovrebbe fin da subito muoversi di pari passo con le informazioni che possiede sull’utente. Non solo, a ogni occasione possibile dovrebbe ottenerne altre per perfezionare il prodotto, nel nostro caso una fiera virtuale 3D adatta ai visitatori.”

MONDO REALTÀ VIRTUALE - Già da anni il mondo della realtà virtuale ha cominciato a farsi avanti nelle nostre vite, ma il lancio finale è stato dato dalle restrizioni imposte dal Coronavirus. Per più di un anno ormai siamo stati costretti a svolgere tutte le attività all’interno della nostra abitazione. Il web ci ha permesso di rimanere in collegamento e di raggiungere anche spazi e luoghi che ci erano altrimenti preclusi, anche prima del Covid. Quello che abbiamo trovato in rete, però, è un amalgama di prodotti diversificati erroneamente proposti con lo stesso nome: Realtà Virtuale.

Rossano da quanto tempo fai parte del team di Avepa Communication

Sono entrato a far parte di Advepa, come responsabile commerciale, ormai 12 anni fa, quando l’azienda ancora si occupava solo di online reputation.

Oggi Advepa Communication non fa solo quello?

No, da 8 anni l’azienda ha preso anche una strada parallela. Siamo riusciti a perfezionare ed ottimizzare le tecnologie per effettuare ambientazioni virtuali 3D e renderle anche facilmente fruibili dal web. Grazie a questa intuizione, ripresa dal mondo dei videogiochi, da diversi anni a questa parte offriamo al mercato degli eventi e delle fiere un prodotto in grado di ricreare un'ambientazione reale completamente online. I nostri clienti possono personalizzare gli spazi a loro piacimento e i loro clienti possono girare all’interno degli spazi grazie a degli avatar.

Quindi non vi siete lanciati nel mercato solo dopo le esigenze dettate dalla pandemia?

Esatto, noi siamo nel mercato da ormai quasi una decade. In Italia siamo stati tra i primi a lanciare questo tipo di tecnologia. Gli anni passati ci hanno permesso di perfezionare e affinare le nostre intuizioni e i nostri prodotti. La pandemia da Coronavirus non ha fatto altro che dare l’occasione al mercato di conoscerci e di capire che non può più fare a meno della nostra tecnologia. Siamo ben consapevoli che una volta che tutto questo sarà finito le persone vorranno tornare con più forza agli eventi reali. Però allo stesso tempo hanno compreso quanto il mondo della realtà virtuale 3D costituisca un’opportunità a cui non rinunciare.

Credo che saranno molti coloro che sceglieranno una soluzione ibrida in futuro: eventi in presenza paralleli ad eventi virtuali.

Puoi spiegarci meglio cosa intendi per soluzione ibrida? 

Per ibrido intendo il proporre tutto quello che già facevamo 10 anni fa, quando il Covid-19 non sapevamo cosa fosse. Noi non ci occupiamo dell’evento fisico, poiché è in mano a terzi. Quello che facevamo e che faremo è iniziare pensando al lancio dell’evento e alla sua pubblicità. Durante la manifestazione fisica ci occuperemo di organizzare proposte sul web pensate per coloro che per motivi geografici, economici, ecc., non possono essere presenti. Gli eventi online in questo caso sono pensati sia per il brand che non può allestire, sia per i clienti che non possono esserci fisicamente. Questa opportunità ovviamente è aperta anche a quei brand/sponsor che saranno presenti fisicamente all’evento, ma che vogliono raggiungere maggiore visibilità, cosa che l’evento virtuale ti permette di ottenere.

La nostra proposta però guarda non solo al passato e al presente dell’evento, ma anche al suo futuro. Infatti durante l’evento possiamo occuparci di raccogliere e riunire quelli che una volta erano i biglietti da visita di ogni persona/brand.  In questo modo una volta concluso l’evento, sarà possibile avere in un unico posto tutte le informazioni e i contatti dei partecipanti, così che coloro che ne abbiano bisogno possano avervi accesso.

Se oggi facciamo una rapida ricerca online sugli eventi virtuali sono migliaia le soluzioni che ci vengono proposte

Sì, con il Covid-19, sembra che tutti abbiano cominciato ad entrare nel mondo della realtà virtuale. Ma è davvero così?

Che cosa intendi?

Quello che voglio dire è che molti spacciano le loro offerte per realtà virtuale, ma in verità fanno altro. Quello su cui dovremmo fare chiarezza, forse, è il seguente punto: cos'è davvero la realtà virtuale. Virtuale non è tutto ciò che è in rete. Non fanno virtuale tutti quelli che ti propongono un sito, una cartina interattiva o una zoomata particolare.

Infatti sotto il nome di realtà virtuale ci sta tutto quello che ti permette di vivere un’esperienza immersiva all’interno di uno spazio che ricrea un mondo simile a quello che ti circonda.

Un cliente che vuole creare un’ambientazione virtuale come fa a non cadere nella rete di chi propone prodotti non realmente 3D?

Proprio qui sta il problema. Solo quelle tecnologie che riescono a trasporre il mondo reale in virtuale e farti interagire con esso possono dirsi realtà virtuale. Un neofita, il quale si affaccia per la prima volta su questo mondo, non è in grado di fare distinzioni. Potrebbe acquistare un prodotto che non è quello desiderato, invogliato dal prezzo conveniente. Ovviamente il prezzo di un prodotto che non è di realtà virtuale sarà inferiore rispetto ad un prodotto virtuale a tutto tondo. Il prezzo vantaggioso è il primo amo che chi vuole fregarti lancia per farti cadere nella sua trappola.

Ma come si può capire allora la differenza?

Quando si conosce la verità, molto facilmente si vede la differenza. Realtà virtuale è tutto quello che propone in un ambiente tridimensionale la realtà e ti permette di interagire con essa. All’interno di uno spazio virtuale ci si può muovere con il nostro avatar scegliendo indipendentemente cosa vedere e dove andare. È possibile parlare con gli altri avatar che incontriamo, aprire menù interattivi, ad esempio. In alcuni spazi ben ricreati è possibile anche cambiare canale alla tv, accendere il camino, cambiare i quadri alle pareti, accendere e spegnere le luci. Nei casi in cui si fa utilizzo di visori oculus allora la cosa diventa ancor più interattiva.

Se il prodotto che ci viene proposto non ci permette di fare questo, allora non è vera realtà virtuale. Ci sono, infatti, delle tecnologie che possono simulare la realtà virtuale, ma che non lo sono. Ad esempio la tecnica delle fotografie e dei tour virtuali a 360°. L’utente in questo caso si trova immerso nella realtà reale, ma può solo vedere l'ambiente circostante senza potervi interagire. La direzione presa dallo spazio non è scelta dall’utente, ma dallo spazio stesso. Si passa così da essere personaggi attivi nel paesaggio ad essere passivi.

Cosa proponi per poter provare a risolvere questo problema del mondo della realtà virtuale?

La prima soluzione che mi viene in mente è cominciare a chiamare le cose con il proprio nome. La seconda cercare di istruire il cliente a capire cosa si intende veramente per realtà virtuale. Se si cerca un prodotto di realtà virtuale bisognerà trovare ambienti 3D dove ci sia la vera libertà di movimento.

ADVEPA FAQ400 FIERA 3D - Come si arriva a organizzare una fiera virtuale 3D? Cosa comporta per il cliente e quali vantaggi offre?

Le fiere virtuali 3D sono diventate un grande aiuto per il settore degli eventi, quasi uno standard per alcuni ambiti. Potranno favorire la continuità delle manifestazioni in questo periodo e qualcuno ha già agito in questo senso. Collaborando con Advepa Communication, lo staff di Faq400 ha potuto realizzare i propri progetti e ce ne parlerà l'a.d. Guglielmo Maffeis.

Faq400, come è nata la fiera

La fiera virtuale 3D Faq400 è nata dalle esigenze della Faq400 srl, un'azienda che si muove intorno al programma IBM i/AS400. La loro missione è costruire e mantenere compatta una community di utenti italiani del prodotto, inoltre si tengono in contatto le comunità di altri paesi.

Durante il primo lockdown, l'azienda ha comunque cercato di svolgere un evento fisico, purtroppo senza successo. A questo punto è arrivato lo sguardo verso il virtuale:

"Volevamo creare un grande Expo, in tridimensionale, dove fare Meeting, Workshop e Networking per tutto l'Ecosistema IBM i. (...) ci siamo fatti 2 domande: è possibile ricreare un luogo d'incontro che riproduca un'atmosfera quasi reale? C'è una tecnologia che sfida la realtà?" - Le parole di Guglielmo Maffeis, amministratore delegato di Faq400.

La squadra di Faq400 ha trovato questa tecnologia nelle fiere virtuali 3D offerte dal team di Advepa, dando vita a una collaborazione molto vantaggiosa.

I vantaggi di una fiera virtuale 3D

Guglielmo Maffeis si rivela soddisfatto di aver sfruttato la tecnologia della fiera virtuale 3D, nonostante le difficoltà che accompagnano le prime esperienze con un qualsiasi strumento. Infatti il mondo virtuale non dovrebbe spaventare a priori: è giusto sentire che si tratta inizialmente di qualcosa che poco ci riguarda, ma basta ancora meno per prenderci confidenza.

La possibilità di sfruttare una fiera virtuale 3D permette di:

  • Cercare un nuovo Business Partner
  • Incontrare Clienti
  • Partecipare a una Conferenza
  • Riguardare i Webinar, le Interviste
  • Scaricare Brochure, Chattare o fare Video-meeting
  • Partecipare a Gamification
  • Offrire Lavoro e cercare risorse
  • Aderire a una promozione
  • Guardare una Mostra
  • Entrare in uno Showroom
  • E tutto il resto che solo la fantasia può immaginare

Dopo la ricerca di fornitori, soprattutto stranieri, la scelta è ricaduta su Advepa, un’azienda digitale italiana che si occupa di Realtà Immersiva in 3D (...). Advepa anticipa e guida il futuro, creando opportunità di sviluppo, collegando le persone, stimolando investimenti e business. Ci ha accomunato tanta passione (senza limiti di risorse e di tempo!), lo stare dalla stessa parte e lavorare per un obiettivo comune. - Guglielmo Maffeis su Advepa Communication

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ADVEPA COMMUNICATION S.r.l.
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